Note al capitolo Dieci.

(1).  Confronta E. Severino, La filosofia antica, Rizzoli,  Milano,
1984, pagina 195.

(2). Confronta Plotino, Enneadi (Enn.), quinta, 1, 6.

(3). I cinquantaquattro trattati di Plotino riportano le lezioni  e
le  conversazioni tenute nella sua scuola; Porfirio li suddivise in
sei  gruppi,  ciascuno di nove trattati (Enneadi, dal greco  enna,
"nove"): argomento della prima Enneade  l'individuo, della seconda
e  della  terza  il  mondo sensibile, della quarta  l'Anima,  della
quinta l'Intelletto e infine della sesta l'Essere e l'Uno.

(4).  "Ineffabile":  di cui nulla si pu dire, inesprimibile  (vedi
anche la nota 15 di questo capitolo).Plotino (Enn., quinta, 3,  13)
usa  il  termine  rreton, costituito dal prefisso privativo  a-  e
dall'aggettivo rton, "che si pu dire", "nominabile",  che  ha  la
stessa  radice  del  sostantivo latino verbum,  "parola".  Plotino,
comunque,  non  rinuncia  per  questo a  parlare  dell'Uno:  "Nulla
veramente  possiamo dire di Lui; ma, dentro i limiti del possibile,
cerchiamo di dare, cos fra noi, un cenno su di Lui" (ibidem).

(5).  Uomini  e donne, Romani e Orientali, domandano a Plotino  una
regola  di  vita;  i  ragazzi vengono messi sotto  la  sua  tutela;
nell'esaltazione  della vita spirituale che egli raccomanda,  certi
medici  sembrano vedere un metodo terapeutico. Confronta L.  Robin,
Storia  del  pensiero  greco, traduzione  di  P.  Serini,  Reprints
Einaudi, Torino, 1982 2, pagina 449.

(6).  "In  due  sensi,  dunque noi diciamo:  noi;  o  aggiungendovi
l'animale o guardando al principio superiore a questo. L'animale  
il  corpo  vivente; ma il vero uomo  un altro, puro da tali  cose,
avente  le  virt  intellettuali,  che  han  loro  sede  nell'anima
separata:  separata  e  separabile anche quando    qui  nel  mondo
corporeo" (Enneadi, prima, 1, 10).

(7). Spinto dal desiderio di conoscere la filosofia degli Indiani e
dei  Persiani, Plotino aveva lasciato nel 242 la scuola di  Ammonio
Sacca ad Alessandria per seguire Gordiano terzo, imperatore di Roma
dal 238 al 244, nella sua spedizione contro i Persiani.

(8).  "Questo quindi soprattutto si deve cercare: come spegnere  in
noi  l'ira  e il desiderio e tutti gli altri affetti, il  dolore  e
simili:  e  fino  a  che punto sia possibile separarci  dal  corpo.
Separarci  dal  corpo   forse raccogliere in s  l'anima  dispersa
quasi  in  vari  luoghi,  che  si mantenga  interamente  immune  da
passioni, e produca soltanto le sensazioni necessarie dei piaceri e
medichi  i colpi dei dolori solo in quanto sia necessario  per  non
esserne turbata" (Enneadi, prima, 2, 5).

(9). Confronta Enn., terzo, 1, 15.

(10). Enn., quarta, 8, 1.

(11).  Enneadi, prima, 6, 9. Per il carattere "solare"  dell'occhio
confronta pagina 85, n. 2.

(12).  Per Platone confronta capitolo Cinque, 6, pagine 95-96.  Per
la  posizione di Plotino confronta, tra l'altro, Enneadi, prima, 3,
1-4; prima, 6, 4-8; sesta, 7, 31-32.

(13). Vedi capitolo Cinque, 4, pagina 90.

(14).  Se  si  attribuisce all'acqua di Talete quel significato  di
metafora di cui abbiamo parlato nel capitolo Due, 1, pagina 21,  si
pu affermare che la filosofia in realt nasce come metafisica.

(15).  Per teologia negativa si intende l'impossibilit di definire
Dio mediante attributi. Dal momento che qualsiasi attributo sarebbe
inadeguato  alla  sua essenza, possiamo solo dire  che  Dio  non  
nessuna delle cose che noi possiamo dire o pensare. Di Dio  non  si
pu dire nulla.

(16).  L'immagine,  come gi detto nella  nota  2,    in  Enneadi,
quinta, 1, 6.

(17).  L'immagine,  pur nella sua chiarezza, pu suscitare  qualche
perplessit,  infatti  rappresenta il  rovesciamento  della  comune
esperienza, secondo la quale le sorgenti rappresentano  il  massimo
della  molteplicit  e  i diversi ruscelli,  attraverso  confluenze
progressive,  formano  i fiumi per poi sfociare  nell'unico  grande
Oceano.  Per  Plotino    come se l'acqua dell'Oceano  seguisse  il
percorso  inverso e, attraverso successive ramificazioni, giungesse
a quelle che per noi sono le sorgenti.

(18).    "L'Uno   non      Intelletto   (Nos),   ma   antecedente
all'Intelletto. L'Intelletto infatti  qualcosa che ; esso  invece
non    qualcosa, ma antecedente a qualunque cosa: e non   essere,
poich  l'Essere  ha  una forma, precisamente  quella  dell'Essere,
mentre  l'Uno    privo  di qualsiasi forma,  anche  intelligibile.
Essendo infatti la sua natura generatrice del tutto, non  nulla di
ci che genera" (Enn., sesta, 9, 3).

(19).  Con  il termine gnosticismo (dal greco gnsis, "conoscenza")
si  indica una tendenza di tipo religioso, diffusasi agli inizi del
cristianesimo,  soprattutto  nel secondo  secolo,  che  individuava
nella   conoscenza  lo  strumento  della  salvezza.  Gli   gnostici
insistevano  in  maniera  particolare  sulla  contrapposizione  tra
elemento  spirituale ed elemento materiale, tra anima e  corpo.  La
realt  spirituale  sarebbe derivata direttamente  da  Dio,  essere
infinito e perfetto; la realt materiale da un Demiurgo.

(20).  Con  mistico si intende definire, in genere,  ogni  tipo  di
esperienza  che  l'uomo  ha  del divino attraverso  il  progressivo
abbandono   della   condizione  sensibile   e   della   riflessione
filosofica.

